
AG La mia recensione
Avvertenza per chi non avesse visto il film:
questa recensione contiene dei riferimenti a scene specifiche del film
Non credo ci sia un film al momento piu’ bello di American Gangster.
Che Capolavoro!!!
Preparatevi a provare grandi emozioni per circa 2 ore e mezza di interpretazioni mozzafiato e scuola di Cinema di altissima classe.
Tutti, ma proprio tutti gli attori, dai ruoli principali fino alle piu’ piccole partecipazioni sono perfetti, non una sbavatura, assolutamente nei personaggi come se fossero stati presi realmente dalle strade degli anni settanta.
Questo e’ merito di un grande regista come Sir Ridley Scotte del produttore Brian Grazer (Oscar insieme a Ron Howard per ABM) ed ovviamente un plauso meritato a tutti gli attori del cast.
Io sono ancora stordita dopo una settimana, sono andata gia’ a vederlo 2 volte e domani ci ritorno.
Quando a me un film fa questo effetto, so che entrera’ nella mia top ten del cuore.
Russell a parte, il film in se ha qualcosa di “morboso” e di terribilmente attraente,.
La storia e uno spaccato di vita realmente accaduta ed e’ il classico excursus della scalata al successo e declino di un gangster, in questo caso di Frank Lukas, re della droga nelle strade di Harlem/NYC alla fine degli anni 60’ fino alla meta’ degli anni 70’ e parallelamente del poliziotto che lo ha inchiodato, Richie Roberts (Russell Crowe).
E fin qui niente di nuovo (vedi Scarface – La saga del Padrino) ma come direbbe Sir Alfred Hitchcock, importante non e’ tanto la storia che si racconta ma il COME la si racconta e qui e’ stata raccontata in maniera magistrale, con le immagini, le interpretazioni, le ambientazioni, la colonna sonora, la fotografia, il montaggio, i costumi, la sceneggiatura.
Un film che sa decollare e planare lieve a tratti o scagliarsi improvviso in una violenza abissale e caratterizzare i personaggi con tratti decisi o con sottili pennellate
Il personaggio centrale ovviamente e’ Frank Lukas (Denzel Washington) che siamo abituati a vedere nelle parti da buono maggiormente, ma che anche nei panni del bad guy (nei panni del cattivo) e’ assolutamente credibile e verosimile. Washington/Lukas e’ bello, dai lineamenti delicati ed eleganti, ha l’anima dell’imprenditore e gestisce il suo traffico di droga, che si va ingrandendo a vista d’occhio con lo spirito innovativo delle multinazionali.
E’ un uomo schivo e discreto,– amo la frase che lui dice al fratello, rimproverandogli il fatto di essersi vestito in modo troppo sgargiante: “in una stanza la persona vestita in modo piu’ chiassoso, e’ certamente la persona piu’ debole”
Frank Lukas agisce nell’ombra – come la polvere mortale con la quale invade Harlem e gran parte di NYC, tanto da riuscire a passare inosservato per parecchi anni (all’epoca il dominio della droga a NYC era, ahime’ ad appannaggio della mafia italiana)
Ma Frank Lukas e’ un uomo per la famiglia, che tiene in gran conto il valore dell’unione familiare – appena “sistemato” chiama dal South Carolina la mamma, alla quale e’ molto affezionato e tutti i fratelli e familiari compresi, per lavorare assieme e vivere in una villa principesca che lui ha comprato – e quando si innamora della ragazza (Miss Portorico) che poi diventera’ sua moglie, la porta con dolcezza dalla madre per fargliela conoscere.
Frank Lukas e’ un uomo molto serio e pacato ed ama profondamente la propria famiglia e fa di tutto per proteggerla – spendida la scena (vista e rivista nei trailers) in cui lui, in seguito ad un attentato alla sua persona ed alla moglie, dice in un accesso di rabbia: “They tried to kill my wife!” (“Hanno tentato di uccidere mia moglie”)
Voluta e ben riuscita la contrapposizione con il personaggio di Richie Roberts, interpretato da Russell, che ha una famiglia praticamente inesistente (ai tempi della storia del film, in corso di separazione ed affidamento del figlio alla madre da parte del giudice) per causa sua e dei suoi continui tradimenti alla moglie e della sua costante assenza dall’ambito familiare e da tutto cio’ che esso comporta – malinconica e toccante la frase che la moglie di Richie, Laurie Roberts, gli dice carezzandogli il volto al parco, in un ennesimo incontro-scontro tra i due per la mancata visita di Richie al figlio durante un weekend: “you have no room for us” (“non c’e’ posto per noi dentro di te”), in quanto anche in un momento di lite, lui trova il tempo per sorridere ad alcune ragazze di passaggio e, cosa ancor piu’ grave, per intervenire in modo violento contro dei bulli di zona che facevano chiasso.
Frank Lukas e Richie Roberts sono entrambe dei violenti a tratti.
L’interpretazione di Russell e’ mozzafiato, coinvolgente, commovente, pregnante, profonda… Spettacolare!
Richie Roberts e’ un poliziotto ebreo del New Jersey (splendido l’accento del Nu Joicy imitato alla perfezione da Russell), dal punto di vista professionale incorruttibile, in mezzo ad una polizia corrotta e sul libro paga della mafia.
Richie e’ una persona timida ed impacciata a tratti, che studia e passa l’esame per diventare avvocato e che, come un segugio, con tenacia e pazienza certosina, riesce ad individuare nelle trame di un’intricatissima tela di droga, il personaggio di Frank Lukas come il vero artefice dell’immissione in quantita’ industriale del Blue Magic sul mercato.
Ma Richie Roberts e’ un uomo dalle profonde cadute verticali, e’ un goffo donnaiolo, uno squallido ometto come ce ne sono tanti dal punto di vista della fedelta’ alla moglie e alla famiglia.
Fondamentalmente Richie e’ un solo, impegnato anima e corpo nel lavoro, - spettacolare il senso di distanza tra lui ed il figlio di pochi anni che si avverte anche da una minima espressione di Russell e la sua profonda incapacita' di comunicare.
Il colpo d’ala da vero maestro Russell lo da’ nella scena della seconda udienza di separazione, quando bisbiglia alla moglie: “Ti prego non punirmi per essere un uomo onesto, non portarmi via il bambino per questo” (in quanto Richie aveva conseganto al comando circa un milione di dollari trovati per caso nel bagagliaio di una macchina in un appostamento con un collega, e per questo si era attirato l’inimicizia di molti poliziotti corrotti)
La moglie ha uno scatto di nervi e lo insulta dicendogli: “Tu onesto? Lo sai perche’ tu non hai preso quei soldi? Per poterti poi rifare essendo disonesto con noi. Tradendo me e tuo figlio. Tu sei della stessa pasta dei poliziotti corrotti che tanto denigri…”
A questo punto Russell dona un’espressione a Richie che vale tutto il film, si va rendendo conto dell’ assoluta verita’ nelle parole della moglie… Ci sono alcuni attimi, nei suoi occhi, prima della battuta successiva, che ti lasciano completamente disarmato…
Per quanto mi riguarda, Russell per il resto di tutto il film avrebbe anche solo potuto fischiettare un motivetto, perche’ quella precisa espressione vale da sola una nomination all’ Oscar…
Io domani tornero’ a vedere il film di nuovo e non vedo l’ora che esca in dvd. Domenica scorsa sono andata a vederlo con la mia famiglia e lunedi’ ci sono ritornata da sola dopo il lavoro.
Questo film e’ un vero miracolo della cinematografia.
Grazie a tutto il cast & crew. Congratulazioni!!!
Grazie Russell per continuare a donarci delle spendide interpretazioni!
Grazie Ridley! |