Report di Silviarella:
Eccomi qui a riorganizzare le idee, mi sono lasciata almeno 24 ore di stop volutamente perché la gioia provata ieri forse avrebbe annebbiato qualsiasi tipo di ricordo.
Erano mesi che speravo in una promozione per “A Good Year”. Sembra ieri che il film è stato terminato in Francia, ed invece se ci ripenso mi accorgo che è passato almeno un anno.
Da buona fan l’attesa è lunga, ma le notizie delle sue apparizioni in Europa mi faceva ben sperare in una sua venuta a Roma.
E’ solo domenica, in tarda serata, che leggo in internet che Russell è arrivato a Roma il giorno prima. Non posso crederci, stiamo di nuovo respirando la stessa aria e io non lo sto cercando?!!:D
Detto fatto, mi organizzo con il mio ragazzo, Max, per fare un giro di perlustrazione il lunedì mattina. Sappiamo qual è l’hotel, sappiamo che non è solo e che quindi sarà ancora più difficile avvicinarlo (la privacy è privacy e quando c’è di mezzo la famiglia le cose si complicano), ma sono fiduciosa.
Come non detto, la mattinata di lunedì si dimostra infruttuosa. O meglio, forse eravamo troppo lontani per poter scorgere qualcosa… per delicatezza non avevamo molta voglia di metterci proprio davanti al suo hotel.
Il martedì però ci alziamo intenzionati a non lasciar passare quel giorno senza provarle tutte. In fondo quel 10 ottobre sarebbe stato interamente dedicato alla stampa, impossibile che passi inosservato.
Arriviamo sotto al suo hotel verso le 11:30. C’è grande movimento di paparazzi e giornalisti. Non passa molto che la presentazione del film alla stampa finisca. Tra un chiacchiera e l’altra uno dei giornalisti ci dice che probabilmente riusciamo a vederlo meglio se andiamo al cinema Fiamma, luogo scelto per la conferenza stampa, non molto lontano dall’hotel.
Lo raggiungiamo velocemente a piedi. Sono le 13 e lui di nuovo ci è sfuggito per poco. Che disdetta! Non ci diamo per vinti. Facciamo un giro sul retro. Scorgiamo del movimento con alcune macchine scure. Sicuramente uscirà da una uscita secondaria per non dare nell’occhio.
Azzardiamo e decidiamo di attenderlo sul retro della via. Non siamo molti. Qualche paparazzo in motorino pronto ad inseguirlo, un paio di cameraman freelance e noi, due appassionati ad attenderlo solo per il piacere di fargli un saluto.
Una guardia alla porta fa un gesto al conducente della macchina scura in sosta. Capiamo che probabilmente qualcosa sta per accadere.
Non c’è neanche bisogno di dirlo, la sua sagoma è inconfondibile, la sua andatura anche… E’ LUI… e si sta avvicinando. Francamente, da dietro la mia telecamera stento a crederci, mi sembra di guardarlo di nuovo attraverso uno schermo, per destarmi da questa sensazione tolgo lo sguardo dalla telecamera. Russell sembra apprezzare la T-shirt di Max, è quella dei TOFOG acquistata da Sabry per noi in Australia. Mi dico, o adesso o mai più! Tiro fuori dalla mia tasca il cd che mi sono portata per farlo autografare… è fatta, … Russell capisce che non siamo una minaccia, ma che siamo lì perché veramente lui ci interessa.
Ci succede di tutto, Max va per allungargli un pennarello e questo gli scoppia in mano. C’è inchiostro ovunque, qualche schizzo sulla mia sudatissima copertina del cd, le mani di Max sono completamente sporche, addirittura qualche schizzo gli arriva sul viso. Già in due pensiamo, ecco tutto questo e la fortuna ci gira le spalle! E invece Russell non si perde d’animo. Prima tenta di asciugare lo schizzo di inchiostro dal volto di Max (solo in seguito Max mi confiderà che probabilmente dopo tutto questo non si laverà più il viso!:D:D), poi con disinvoltura prende la copertina del cd e la tampona con un pezzo di carta nella speranza di salvare il salvabile. Poi, grazie ad una delle sue guardie del corpo, troviamo una penna (sana) e finalmente mi fa l’autografo. Si gira verso di me per chiedermi lo spelling del nome…. all’inizio vado spedita, poi scorgo il suo sguardo su di me… non lo so, sarà l’effetto carismatico e magnetico dei suoi occhi, ma vado completamente in tilt… riesco persino a dimenticarmi lo spelling delle ultime tre lettere del mio nome. Accidenti, non pensavo mi sarebbe mai accaduta una cosa del genere!
Sabry… comincio a comprendere le tue parole!;)
Gli raccontiamo un po’ di Le Thor, del grande concerto dello scorso anno, lui ci parla del video registrato in Francia per “Testify”, ma soprattutto mi viene in mente di chiedergli quando verrà a Roma per suonare. Ovviamente ci risponde che è tutta una questione di sponsor. Gli piacerebbe fare un giro per Roma, Milano, Verona ed altre città italiane.
Ho milioni di domande in testa in quel momento, lui è disponibile, sembra un sogno averlo lì davanti a rispondere a quello che gli chiedi, ma anche semplicemente averlo lì di fronte che ti dedica due preziosissimi minuti del suo tempo. Per noi è un sogno mai sperato. Per farla breve, avrei voluto dirgli tante cose, o semplicemente ringraziarlo per il suo modo di essere artista o congratularmi per la splendida famiglia che lo ha seguito fin qui, ma avevo la mente completamente paralizzata.
Ad ogni modo lui deve lasciarci, una delle guardie del corpo gli fa notare che la macchina ha bloccato il traffico sempre frenetico di Roma. I clacson degli impazienti, che non capiscono che stanno rompendo il nostro idillio, sono diventati assordanti. Devono andare. Russell ci saluta e lo ringraziamo per essere stato così gentile per aver fatto diventare un sogno realtà.
Lui è oramai lontano con la sua auto, ma ancora non riusciamo a realizzare cosa sia effettivamente successo. Abbiamo bisogno di sederci e calmarci un attimo. Max sente finalmente la tensione manifestarsi; io, invece, avevo avuto la bocca felpata per tutto il tempo.
Grazie ancora Russell per questo splendido regalo!;)
Silvia e Max